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Ripartiamo... con lentezza

Ripartiamo con lentezza

Viviamo in un mondo che va sempre più veloce. 

Abbiamo la costante sensazione di essere sempre in ritardo, di avere mille voci in agenda che aspettano di essere spuntate, di essere sempre di corsa e di non avere mai comunque tempo.

Il mondo digitale in cui siamo immersi e da cui, ormai, dipendiamo, non fa che spingerci sempre più in là. 

Se ci fate caso, nelle pubblicità dei più diversi prodotti, la velocità viene elogiata come una delle caratteristiche principali per cui scegliere quell’oggetto o quella marca. Lo stesso vale per le persone: viene premiata ormai più la velocità nell’eseguire un lavoro, che la qualità.

Approfondire le proprie conoscenze, mettere impegno e dedizione non serve: se c’è qualcuno che fa la stessa cosa in meno tempo, verrà sicuramente preferito.

Siamo passati dal poter sentire una persona solo quando il telefono in casa o in un locale è disponibile, al mandare messaggi istantaneamente ovunque nel mondo e, non contenti, alle note audio da mandare a velocità raddoppiata; siamo passati dall’uscire a comprare un disco in negozio ad avere a disposizione praticamente tutta la musica esistente sempre con noi nel cellulare; dal dover aspettare di sviluppare il rullino della macchina fotografica per vedere come sono venute le foto, a poter fare quanti scatti vogliamo e postarli immediatamente sui social per mostrarli a chiunque; dal consultare un libro, un’enciclopedia o qualcuno più esperto di noi, per conoscere qualcosa, ad avere ogni risposta con un clic su Google… e gli esempi potrebbero continuare.

Vogliamo tutto e lo vogliamo sempre più velocemente.

Ma davvero abbiamo bisogno di tutto questo? Dove ci deve portare questo correre affannosamente?

In realtà, per il nostro organismo tutta questa velocità è solo dannosa. 

Non siamo nati per digitare su una tastiera un report lavorativo, mentre ascoltiamo la musica in cuffia, con un occhio guardiamo ogni tanto il tg in televisione e con l’altro scorriamo le notifiche sul cellulare ogni volta che fa bip.

Il nostro cervello, che regola tutti questi comportamenti, ha bisogno di lentezza per lavorare bene. Eppure, noi lo continuiamo a trascurare, rincorrendo il tempo, guardando alla lentezza come uno “spreco” e una “perdita”, e arrabbiandoci appena qualcosa ci mette un pò più del solito per funzionare.

Il cervello è una macchina lenta.

Nel suo libro “Elogio della lentezza” Lamberto Maffei, ex direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, spiega come il nostro voler emulare la velocità delle macchine digitali generi un’importante dose di frustrazione e angoscia, in quanto il cervello è in realtà una macchina lenta. 

Prendersi il proprio tempo, a meno che non ci si trovi in una condizione di emergenza in cui serve agire rapidamente, permette di fare scelte più accurate e soprattutto stimola la creatività. Dedicarsi completamente ad una attività, senza avere altre distrazioni, permette al pensiero di fluire, di approfondire, di generare soluzioni nuove. Altrimenti, è come se il cervello si trovasse in un continuo stato di urgenza, bombardato da mille informazioni differenti, e ricorresse dunque alla modalità automatica per poter far fronte a tutti i compiti che gli sono richiesti. In questo modo le possibilità di errore sono molto maggiori e, oltretutto, si vive in un costante stato di ansia e stress.

L’importanza della lentezza.

Per questo motivo è tanto importante, secondo noi, prendersi una pausa ogni tanto, rallentare. Non cercate scuse, non ricadete di nuovo nel “non ho tempo”: il tempo è lo stesso per tutti noi, è come lo utilizzate che fa la differenza.

Sembra un paradosso, ma solo rallentando e prendendovi anche del tempo “vuoto”, vi accorgerete di potervi occupare delle vostre attività con uno spirito diverso e forse anche in modo migliore! 

In questo settembre, che come ogni anno è un mese che sa un pò di ripartenza, vogliamo invitarvi a riprendere il vostro ritmo dopo le vacanze con più lentezza.

Svegliatevi un pochino prima, bastano pochi minuti, e fate una colazione come si deve, apparecchiando la tavola e gustando ciò che mangiate.

Non riempite a forza l’agenda: ogni tanto è importante anche dire no.

Proteggete alcuni spazi per voi nel corso della settimana: anche un’ora per iniziare può essere abbastanza. Dedicatela a qualunque cosa vi faccia stare bene, possibilmente senza distrazioni come tv o cellulare.

Quando parlate con qualcuno ascoltatelo realmente, non abbiate fretta di replicare per dire la vostra!

Se vi trovate in fila al supermercato o alle poste non fatevi prendere dalla smania di correre, chiedetevi: è davvero così importante fare il più velocemente possibile?

Cercate di vivere ogni momento, anche quello che vi sembra un totale “spreco di tempo”, in piena consapevolezza, osservando tutto ciò che avviene dentro e fuori di voi. La perdita di tempo potrebbe diventare invece un’occasione per imparare qualcosa.

Se vi piace questo tema e volete approfondire il concetto di coltivare consapevolezza nella routine quotidiana potrebbe interessarvi questo articolo Pillole di meditazione quotidiana o potete scoprire di più sui nostri corsi di mindfulness cliccando qui.

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