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Rabbia ed irritabilità

Quale collegamento con il malessere psicologico?

rabbia e irritabilità

“Non ti si può dire niente!”

“Sei sempre nervos*!”

Se ultimamente ti sta capitando di dire a qualcuno, o di sentirti dire queste frasi, forse è il caso di fermarti un attimo e cercare di capire cosa sta succedendo. 

In molti casi, infatti, episodi di rabbia frequente, irascibilità eccessiva o non giustificata dagli eventi, possono nascondere un malessere psicologico più profondo, che non ha a che fare solo con l’avere un carattere irritabile. 

Ma cerchiamo di fare più chiarezza al riguardo:

  • La rabbia è una delle emozioni di base e fa parte dell’esperienza di ognuno di noi. E’ normale e, anzi, sano provare rabbia in alcune situazioni: quando vengono violati i nostri diritti (o quelli degli altri) o quando i nostri bisogni non vengono soddisfatti, la rabbia interviene per segnalarci che qualcosa non va e ci predispone ad agire per ristabilire il giusto equilibrio delle cose.
  • L’irritabilità è uno degli aspetti che può contraddistinguere il carattere innato di una persona. Può essere quindi più o meno presente in ognuno di noi ed indica la maggiore propensione di un certo individuo a provare e manifestare rabbia. 
  • Gli scatti di rabbia o scatti d’ira sono episodi intensi di rabbia, che possono includere manifestazioni verbali (urla, insulti, parolacce) o fisiche (rompere o lanciare oggetti o nei casi più estremi aggressioni ad altre persone o verso sé stessi).

Come abbiamo già detto, tutti noi proviamo rabbia ed è normale arrabbiarsi in alcune circostanze. Ma se nell’ultimo periodo avete notato un incremento dell’irritabilità rispetto al vostro livello di suscettibilità abituale, o presentate scatti d’ira più frequenti e intensi, questo potrebbe essere il segno di una sofferenza che è importante osservare ed affrontare.

Un aumento dell’irritabilità può derivare da un incremento dei livelli di stress psicofisico.

In altri nostri articoli (link) abbiamo descritto come lo stress sia una risposta fisiologica ad eventi critici e come la sua manifestazione si esaurisca da sola una volta raggiunto il picco e affrontato l’evento minaccioso. Tuttavia se l’evento stressante si dovesse prolungare, o perché non è stato possibile affrontarlo o perché per sua natura tende a ripresentarsi, o anche perché si aggiungono ad esso ulteriori fonti di stress, il corpo non ha modo di recuperare le energie e si incorre in quello che viene chiamato stress cronico.

Questa condizione comporta una serie di conseguenze negative per il fisico e per l’umore, tra le quali, appunto, un incremento dei vissuti rabbiosi e di possibili scatti nervosi.

Una maggiore irritabilità, tuttavia, può anche essere l’indice di uno stato depressivo, soprattutto negli uomini. Quando parliamo di depressione, infatti, ci immaginiamo solo vissuti di tristezza, malinconia, demotivazione, che sicuramente sono i più caratteristici, ma non gli unici: diversi studi infatti hanno messo in luce l’esistenza di una stretta relazione tra rabbia e depressione (Besharat et al., 2013). Secondo i ricercatori gli individui che ricorrono maggiormente alla ruminazione sarebbero anche più propensi a sviluppare e manifestare vissuti rabbiosi. Il rimugino e la ruminazione sono processi caratteristici della depressione ed hanno a che fare con il pensare in maniera ripetitiva, rispettivamente, ad eventi del passato e del futuro.

Come gestire la rabbia in maniera funzionale

Come già detto in precedenza la rabbia fa parte delle nostre emozioni di base, ma è importante sapere che dietro di essa si nasconde sempre un dolore, un dispiacere o un’insoddisfazione. Reagire in modo aggressivo a tali dolori è un modo per evitare di sentire ciò che stiamo provando in quel momento e per sfogare la propria energia. Affinchè i nostri sentimenti siano ascoltati è importante, se non necessario, esprimere a parole e con calma il nostro stato d’animo per renderlo il più possibile comprensibile all’altro.

Per fare questo è indispensabile allontanarsi dalla situazione che ha scaturito la rabbia e rimandare la comunicazione ad un altro momento, dicendo ad esempio: “scusami ma in questo momento sono molto arrabbiato e non sono in grado di parlare costruttivamente con te, ne parliamo quando sarò più calmo”. Se l’emozione è troppo intensa, possiamo nell’immediatezza sfogarci con un amico in modo tale da riuscire ad adottare successivamente un approccio più tranquillo e disteso nella conversazione ed acquisire, grazie al confronto, un nuovo punto di vista.

Prima di iniziare qualsiasi tipo di confronto è fondamentale chiarirci le idee rispetto a quello che proviamo e cosa vogliamo realmente comunicare, ad esempio ponendoci degli interrogativi: ”Cosa mi ha fatto arrabbiare?”; “Quanta responsabilità ho rispetto a quanto è accaduto?; “Come può essersi sentita l’altra persona?”.

Comunica le tue opinioni adottando uno stile di comunicazione assertivo, evitando di puntare il dito, in quanto l’obiettivo principale è quello di ristabilire un equilibrio.

Lo psicoterapeuta T. Gordon propone un sistema immediato ed efficace basato sui seguenti passaggi:

– definire temporalmente cosa ci ha disturbato: “ieri quando eravamo a cena con gli amici, hai detto che… con un tono… e io mi sono sentito molto arrabbiato”

– condividere le proprie emozioni: “quando capita che… io mi sento…”

– esprimere i propri bisogni attuali e le proprie motivazioni: “vorrei che… ho bisogno di… perché per me è molto importante…”

– comunicare le proprie aspettative: “mi piacerebbe se tu… e io cercherò di…”

Inoltre, se vivi la rabbia con estrema attivazione fisica, puoi cercare strategie funzionali per scaricare la tensione. Trova uno spazio sicuro, da solo, con un amico o con il terapeuta, per sfogare la rabbia parlandone anche ad alta voce, piangendo o colpendo un cuscino. Altrimenti l’attività fisica è un’ottimo alleato per consumare le energie accumulate dalla rabbia e poter poi affrontare con calma ed efficacia le situazioni critiche che ti si presentano.

Come gestire la rabbia dell’altro

Oltre ad imparare a lavorare sulla gestione della nostra rabbia, è importante anche guidare la rabbia dell’altra persona e uno degli strumenti più validi ed efficaci è l’ascolto attivo, che può essere riassunto in tre fasi:

  1. Porre all’interlocutore domande chiare, aperte, generiche, rivolte ad indagare le motivazioni: “cosa ti ha fatto arrabbiare?”, “come mai per te è così importante…?”. Vanno invece evitate affermazioni del tipo: “non è il caso di prendersela per così poco!”, a meno che non vogliate vedere la rabbia trasformarsi in aggressione
  2. Riassumere le affermazioni dell’interlocutore in modo da costruire un dialogo con l’altro in relazione all’episodio: “da ciò che racconti, mi sembra di capire che…
  3. Comprendere e rimandare le emozioni che l’altro ci esprime, ossia avere empatia nell’ascolto e nella comunicazione: “capisco come tu ti possa sentire (frustrato) quando…

Ormai dovrebbe essere chiaro: la rabbia è semplicemente un’emozione come la tristezza, la paura, la gioia, e tutte le emozioni non sono altro che impulsi ad agire di cui ci ha dotati l’evoluzione per gestire al meglio la nostra vita. Imparare a comprendere e gestire tale emozione è una sfida per chiunque. Ci sono momenti della propria vita in cui la rabbia diventa eccessiva e incontenibile ed in questi casi è importante considerare la possibilità di chiedere aiuto ad un professionista, come uno psicoterapeuta.

CURIOSITA’: Avete mai sentito parlare di “misofonia”? Si tratta di uno stato di irritazione provocato da lievi rumori che però alcune persone percepiscono come particolarmente fastidiosi: spesso si tratta di rumori prodotti dal naso o dalla bocca di altre persone ad esempio che masticano rumorosamente. La misofonia, attivata delle volte anche dal click della penna o dal picchiettare dei tasti del computer, è diventata sempre più di interesse anche in ambito psichiatrico specie se accompagnata da spunti persecutori (“Lo sta facendo apposta”).

Bibliografia

Besharat, Mohammad Ali; Nia, Mahin Etemadi; Farahani, Hojatollah. 2013. Anger and major depressive disorder: The mediating role of emotion regulation and anger rumination. Asian Journal of Psychiatry, 6, 35-41.

Caratteraccio o patologia? (09 Settembre, 2021). Corriere Salute, pp.4-5.

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