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Accettare e amare il proprio corpo per come è

Il movimento della Body positivity

Amare il proprio corpo

Vi sarà capitato negli ultimi anni, probabilmente, di sentir parlare di body positivity, spesso presente sui social con gli hashtag #BoPo e #bodypositive.

Che cos’è, perché nasce e come mai è così importante questo movimento?

Il fenomeno si sviluppa tra il 2010 e il 2011 grazie ad alcune attiviste donne, soprattutto afroamericane e “oversize”, che si sono stancate degli stereotipi sulla bellezza e i corpi perfetti. E’ iniziata così la diffusione di un messaggio positivo rivolto a chiunque senta di essere discriminato perché il proprio corpo non rientra nei canoni della “normalità” proposti dalla società. 

La letteratura scientifica in campo psicologico si è molto soffermata sull’impatto che la comunicazione dei media ha nella percezione di sé. Secondo la teoria dell’oggettificazione di Fredrickson and Roberts (1997), la tendenza a sessualizzare i corpi femminili da parte della stampa e della televisione, influenza il modo in cui le donne si valutano a livello fisico. Il corpo femminile viene spesso proposto dalle immagini pubblicitarie, ma non solo, come un oggetto da guardare e giudicare esclusivamente in base alla piacevolezza estetica, promuovendo ideali irrealistici di magrezza come sinonimo di bellezza. L’esposizione a questi messaggi può condurre, specialmente giovani ragazze in età adolescenziale, a una sempre maggiore insoddisfazione dell’immagine corporea, a problemi nella sfera sessuale, ad un aumento del rischio di mettere in atto strategie disfunzionali per cercare di tenere sotto controllo il peso o modificare la forma del proprio corpo, sviluppando così veri e propri disturbi del comportamento alimentare. In questi casi si può arrivare a parlare di “auto-oggettificazione”, intendendo con questo termine una visione oggettificata del proprio corpo. Esso non viene più percepito come appartenente ad un essere umano in tutta la sua complessità e ricchezza di individuo, ma diventa un semplice oggetto da usare e mostrare, cercando di farlo apparire il più possibile magro e bello, secondo i canoni dettati dai media. 

Considerare il corpo soltanto per l’aspetto estetico, soprattutto quando il modello di riferimento è la magrezza come sinonimo di bellezza e di perfezione, può essere dunque molto pericoloso.

Il movimento della body positivity, nasce proprio con l’intento di sfatare gli stereotipi sul corpo e gli ideali di bellezza imperante, incoraggiando ad apprezzare la diversità, qualunque essa sia. Qualunque sia la tua taglia, il colore della tua pelle, le tue rotondità o imperfezioni: ogni corpo è bello e ha lo stesso diritto di essere mostrato, questo il messaggio della body positivity.

Attenzione: l’essenza del movimento non nega il desiderio di auto-migliorarsi e di prendersi cura di sé, ma sponsorizza modalità di promuovere il benessere personale che non si riducono al semplice cambio di taglia e, soprattutto, che si fondino su un reale amore per sé stessi e non sul disprezzo per il proprio corpo. E’ bene ricordare, dunque, che essere body-positive non significa romanticizzare e inneggiare all’obesità o altri problemi di salute, né il movimento invita questi corpi a rimanere tali. La Body Positivity spinge però la società a riconoscere l’esistenza di quei corpi, che hanno valore anche così. 

Uno studio condotto in Australia nel 2019 e pubblicato sulla rivista “New media and society” confermerebbe l’importanza del movimento sulla diversità. Le partecipanti erano 195 donne e sono state divise in tre gruppi: ad uno sono stati mostrati contenuti a tema body positive, ad un altro temi che inneggiavano alla magrezza, e all’ultimo contenuti di tipo neutro. I risultati hanno mostrato come anche una breve esposizione a immagini body positive, fosse in grado di aumentare in maniera significativa il benessere in termini di maggiore accettazione, umore e apprezzamento del proprio corpo, rispetto a coloro che aveva guardato le immagini neutre e di corpi magri.

Inoltre si è potuto osservare che, nelle partecipanti, le immagini relative alla magrezza e al body positive aumentano in misura maggiore i pensieri relativi all’auto-oggettificazione rispetto alle immagini neutre.

Crediamo fortemente che iniziare a mostrare tutti i corpi, non solo quelli che rispettano i canoni dell’ideale di bellezza femminile, sia fondamentale per il benessere di tantissime persone, e per questo abbiamo voluto dedicare l’argomento del mese a questo tema.

Ripartire dall’amore per il proprio corpo è uno dei modi per prendersi cura di sé e vivere una vita più soddisfacente.

Può non essere facile, così bombardati come siamo da immagini di corpi magri e “perfetti”, ma ricordati che anche tu puoi scegliere cosa guardare e su chi soffermarti.

Ad esempio, qui ti consigliamo alcuni profili body-positive che puoi seguire per farti ispirare e sostenere nella tua battaglia contro la standardizzazione della bellezza!

@estetistacinica

@giorgycolella

@lovecurvy_laurabrioschi

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Bibliografia

Cohen, R., Fardouly, J., Newton-John, T., & Slater, A. (2019). # BoPo on Instagram: An experimental investigation of the effects of viewing body positive content on young women’s mood and body image. New Media & Society, 21(7), 1546-1564.

Fredrickson, B. L., & Roberts, T. A. (1997). Objectification theory: Toward understanding women’s lived experiences and mental health risks. Psychology of women quarterly, 21(2), 173-206.

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