L’umore: che cos’è e come risponde allo stress

Quanto spesso vi fermate a chiedervi com’è il vostro umore in un dato momento? Siete tra quelli che si definiscono “lunatici” e che hanno frequenti sbalzi d’umore? Oppure siete relativamente stabili ed equilibrati? Riuscite a riconoscere in base a che cosa cambia il vostro stato d’animo o vi sembra di passare senza motivo dalla gioia alla tristezza?

In questo articolo vogliamo affrontare il tema dell’umore, fondamentale per il nostro benessere psicologico, ed in particolare del modo in cui risponde allo stress.

Prima di tutto, per comprendere realmente a cosa ci riferiamo quando parliamo di umore, è necessario fare una distinzione tra emozioni, sentimenti ed umore:

  • L’emozione è un’esperienza psicofisiologica che predispone l’individuo a mettere in atto determinati comportamenti importanti per la propria sopravvivenza, come attaccare una persona, fuggire o cercare la vicinanza di qualcuno che possa essere di sostegno. Ci sono cinque emozioni di base (gioia, rabbia, tristezza, paura e disgusto), ognuna delle quali ha una specifica e fondamentale funzione adattiva. Da queste si articolano poi innumerevoli sfumature che danno luogo alla vasta gamma di emozioni sperimentabili dall’uomo.
  • Il sentimento è un’emozione vissuta ed elaborata coscientemente. L’esperienza dell’emozione è universale, ossia appartiene all’essere umano in quanto specie: tutti gli esseri umani conoscono la paura, la rabbia, la gioia, la tristezza, il disgusto e la sorpresa. Il modo in cui l’emozione è vissuta ed elaborata, ovvero il sentimento, è invece un’esperienza soggettiva che poggia largamente su ciò che la persona ha appreso circa le emozioni dall’ambiente dove è nato e cresciuto.
  • L’umore è invece uno stato d’animo persistente e profondo, che si differenzia dalle emozioni e dai sentimenti per il fatto di essere meno specifico, meno intenso e meno suscettibile ad uno stimolo o evento recente. Esso ha una valenza positiva o negativa, infatti anche colloquialmente si parla di “buon umore” o di “cattivo umore” per indicare una varietà di atteggiamenti che possono andare dall’euforia e l’entusiasmo fino all’irritabilità, alla depressione o alla malinconia. I cambiamenti d’umore sono quindi fisiologici, in relazione agli eventi che affrontiamo nella nostra quotidianità e più in generale nell’arco della nostra vita. L’umore, quindi, fluttua da una condizione all’altra, a seconda dell’emozione che prevale in un dato momento.

Per comprendere le variazioni dell’umore può essere utile considerarlo come una curva che oscilla sopra e sotto un’immaginaria linea di stabilità.

Come si vede nel grafico, generalmente noi passiamo le nostre giornate all’interno delle piccole oscillazioni della curva verde: vi sono lievi variazioni in base agli eventi che ci capitano, al nostro affaticamento e al momento della giornata, ma l’umore resta abbastanza stabile ed omogeneo. 

In alcune condizioni, però, l’umore può oscillare di molto, sia verso una polarità positiva, chiamata euforia (la curva rossa), che verso una negativa, di depressione e tristezza (la curva blu).

 

Ognuno di noi nasce con un determinato temperamento, cioè con una tendenza prevalente ad un umore eccitabile, melanconico, ad oscillare tra i due poli oppure a presentare nel corso della vita un umore relativamente stabile e costante.

Variazioni dell’umore in risposta allo stress

Oltre ai fattori temperamentali, l’umore varia in maniera naturale e spontanea come risposta alle sfide che tutti noi ci troviamo ad affrontare nella nostra vita. Non possiamo pensare di evitare qualsiasi stimolo che possa influenzare il nostro umore: per farlo dovremmo vivere sotto una campana di vetro! E’ quindi necessario imparare ad accettare e tollerare che il nostro stato d’animo vari nel tempo, anche se è certamente possibile mettere in atto comportamenti che ci proteggano da sbalzi eccessivi di umore e quindi mantengano il più possibile in equilibrio il nostro benessere mentale (che ci facciano sostare il più possibile all’interno delle variazioni della curva verde).  

Vi sono, infatti, alcune condizioni stressanti che hanno, tra le altre conseguenze, un impatto negativo sul nostro umore. Eccone alcune:

  • Un’alimentazione scorretta, ricca di cibi grassi e zuccheri
  • Carenza di sonno o ritmi eccessivamente irregolari e stancanti
  • Una vita sedentaria, in assenza di sport e movimento
  • Relazioni altamente conflittuali
  • Eventi di vita traumatici

Certamente non possiamo avere il controllo su alcune di esse, come eventi traumatici e/o improvvisi quali incidenti, malattie e lutti. In questi casi, infatti, è normale che la curva dell’umore si modifichi parecchio ed è del tutto fisiologico, ad esempio, vivere un periodo di depressione a seguito di un lutto importante.

Tuttavia, abbiamo la possibilità di gestire alcuni fattori nella nostra vita quotidiana che possono andare ad amplificare lo stress ed avere ripercussioni anche sull’umore.

Ad esempio è stato dimostrato che uno stile di vita non salutare e sedentario, oltre ad avere importanti conseguenze sulla salute fisica, ha un impatto notevole sul nostro umore e può incrementare il rischio di sviluppare disturbi d’ansia e depressione. L’alimentazione sana e l’attività fisica, infatti, vanno a modificare anche la chimica del nostro cervello, regolarizzando la produzione di neurotrasmettitori e ormoni fondamentali per il nostro benessere psicologico, come serotonina, dopamina ed endorfine. Una ricerca dell’Università di Yale ha indagato gli effetti dello sport sull’umore in più di un milione di persone. I risultati hanno messo in luce come chi praticava regolarmente attività fisica aveva passato in media 1,5 giornate “no” nell’ultimo mese, rispetto alle 3,4 di chi aveva uno stile di vita sedentario (circa il 43% in più).

Dunque, se anche ognuno di noi ha una particolare predisposizione umorale, è possibile comunque prenderci cura di noi e del nostro benessere per evitare importanti e frequenti variazioni di umore.

In alcuni casi però le oscillazioni sono così forti che bisogna parlare di disturbi dell’umore.

Questo avviene solitamente quando alla base c’è una predisposizione biologica allo sviluppo di un disturbo dell’umore. L’eziologia di questi disturbi è altamente complessa e dipende dall’interconnessione tra fattori ereditari, temperamentali e ambientali (gli eventi di vita). Sembrerebbe infatti che vivere condizioni particolarmente stressanti possa avere un impatto sulla manifestazione di questi disturbi. Tuttavia, ciò che sembra avere un peso maggiore nel determinare se in seguito ad un evento negativo si presenterà o meno un disturbo dell’umore, sono proprio le differenze individuali, in termini di assetto genetico, stato di salute generale, stile di vita, esperienze precoci vissute nella prima infanzia. Tutti questi elementi influenzano la capacità di rispondere e adattarsi in maniera resiliente ad una situazione avversa e definiscono quindi se la variazione dell’umore in risposta ad un evento stressante prenderà poi la forma di un vero e proprio disturbo o meno. Sembrerebbe infatti che le persone predisposte ad un disturbo dell’umore siano più sensibili, in termini di attività cerebrale, ad importanti cambiamenti di vita, sia positivi, come il raggiungimento di un obiettivo, che negativi, come una perdita, e che questi eventi precedano spesso una forte oscillazione dell’umore (Johnson, 2005).

Si arriva a parlare di disturbo dell’umore quando ci si trova in una condizione di sofferenza e compromissione del funzionamento, sia sociale che lavorativo, che dipendono da una modificazione della propria percezione di sé, della realtà esterna, dei rapporti con gli altri e del futuro.

L’umore che caratterizza questi disturbi può assumere diverse tonalità: 

  • Umore ansioso. Quando vi è un problema unicamente di umore ansioso, si parla di disturbi d’ansia e di specifici sintomi fisiologici, cognitivi, comportamentali ed emotivi ad essa correlati (per conoscere meglio che cosa è l’ansia e il legame esistente tra stress ed ansia puoi andare a leggere il nostro articolo cliccando qui).
  • Umore depresso. Esso è caratterizzato da specifici pensieri e temi ricorrenti: perdita, fallimento, rifiuto e mancanza di valore, che sembrano essere caratteristiche distintive di tale sintomatologia. Tali modalità di pensiero incoraggiano lo sviluppo di quelli che sono definiti “circoli viziosi” e che mantengono nel tempo l’umore depresso. In questi casi la persona non riesce a trovare le energie e le risorse per affrontare le sfide di cambiamento e finisce in una situazione di stallo e di sofferenza che può durare mesi o anni, tende ad isolarsi sempre di più, evita di affrontare i problemi lavorativi o di studio.
  • Umore maniacale. Caratterizzato da euforia, aumento delle energie, percezione positiva di sé. Se anche inizialmente può apparire come una condizione piacevole, in realtà cela un profondo disagio. La persona infatti si mostra eccessivamente espansiva e disinibita, la sua autostima è enorme e irrealistica, si riduce il bisogno di dormire e di mangiare, con importanti conseguenze sulla salute, parla molto, passa rapidamente da un’attività all’altra e con la stessa rapidità si distrae e dimentica ciò che stava facendo prima, l’estrema eccitabilità può prendere anche la forma di irritabilità e tendenza al litigio. La persona con un umore maniacale inoltre può comportarsi in modo avventato, ad esempio facendo spese eccessive, guidando in modo pericoloso, investendo in affari azzardati, avendo incontri sessuali indiscriminati con sconosciuti.

Queste caratteristiche possono assumere sfumature diverse, che vanno dalla più lieve nell’ipomania, in cui la maggiore produttività, creatività e fiducia in sé possono anche risultare positivi per la persona, alla mania più grave. Ciò a cui bisogna stare attenti in ogni caso è che se si presenta una tendenza all’oscillazione umorale anche lieve, che quindi non viene presa in considerazione e trattata, questa potrebbe amplificarsi con il passare degli anni e portare all’alternanza tra fasi depressive e maniacali sempre più intense e frequenti.

Queste tipologie di umore possono manifestarsi all’interno di diversi disturbi, che il DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – quinta edizione) categorizza in (APA,2013):

  • Disturbi depressivi unipolari: la variazione dell’umore avviene solo verso il polo depressivo, con diversi gradi di durata e intensità dei sintomi. 
  • Disturbi bipolari: l’umore oscilla periodicamente tra il polo depressivo e quello maniacale. Anche qui si possono distinguere diverse forme (ciclotimia, disturbo bipolare I o II) in base alla durata degli episodi e all’intensità delle manifestazioni sintomatologiche. Tra una fase e l’altra si possono riscontrare anche periodi di umore stabile, definito come “eutimia”.

Se pensi di soffrire di uno di questi disturbi è importante che tu ti rivolga il prima possibile ad un professionista (psicologo o in alcuni casi psichiatra).

Come hai visto lo sviluppo di una depressione o di un disturbo bipolare non è questione di assenza di volontà nell’essere felice, o insufficiente impegno nell’uscire da un brutto periodo. Alla base vi è una complessa interazione tra fattori genetici ed eventi di vita, quindi non dipende da te. Ciò che è in tuo controllo è la possibilità di prenderti cura di te stesso e curare il disturbo prima che arrivi a inficiare troppo la qualità della tua vita. In alcuni casi di depressione lieve la psicoterapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata altamente efficace nella risoluzione dell’episodio e nel ritorno ad una vita serena e soddisfacente. Tuttavia, in alcuni casi di depressione più importante e nel disturbo bipolare, è necessario rivolgersi ad uno psichiatra che imposti un’adeguata terapia farmacologica con antidepressivi o stabilizzatori dell’umore. Quest’ultimo tipo di farmaco, infatti, ha proprio l’obiettivo di riportare e mantenere l’umore all’interno del range della curva verde nel grafico iniziale. Comunque, le linee guida per il trattamento dei disturbi dell’umore indicano che la soluzione di gran lunga più efficace risulta essere l’unione di psicoterapia e trattamento farmacologico.

È proprio all’andamento del tuo umore che abbiamo pensato per l’allegato di questo mese: clicca qui per scaricare il diario dell’umore realizzato per te, una pagina da stampare e allegare dove vuoi, utile a monitorare le tue giornate. Colora uno spazio per ogni giorno: quale emozione sarà prevalente nel tuo mese?

Bibliografia
American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington: American Psychiatric Publishing. Tr. It. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.
Biondi, M. [et al.], (2009). Manuale di Psichiatria. Milano: Edra.
Colom, F., & Vieta, E. (2016). Manuale di psicoeducazione per il disturbo bipolare. Giovanni Fioriti Editore, Roma.
Hansell, J., & Damour, L. (2005). Abnormal Psychology. USA: Wiley, J., & Sons, Inc. (traduz. It. Psicologia clinica, Zanichelli, 2007).
Johnson, S. L. (2005). Life events in bipolar disorder: towards more specific models. Clinical  Psychology Review, 25 (8), 1008-1027.
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